La Misericordia
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Servizio di Protezione Civile

 

Nell’anno solare 2009 il Nucleo di Protezione Civile della Confraternita ha effettuato numerosi interventi sul territorio sestese in convenzione con il Comune di Sesto Fiorentino per attività previste dal piano di emergenza neve e dal piano di allerta meteo. Numerose sono state anche le richieste di collaborazione a supporto della Polizia Municipale sia per le manifestazioni che si sono tenute durante l’anno sul territorio sestese, con richieste da parte di numerosissime associazioni sportive, che intrattenimenti ludici e musicali, in particolare tutte le serate estive che hanno interessato il Parco di Villa Solaria.

Il 6 aprile alle ore 5:30 è stato allertato il responsabile sul terremoto in Abruzzo che ha provveduto a recarsi presso la Sala Operativa delle Misericordie in Via Santo Stefano in Pane a Firenze per iniziare la pianificazione dell’invio delle squadre di soccorritori. Vista la distanza e la gravità dell’area interessata del sisma è stato deciso di far intervenire prioritariamente le unità delle Confraternite del Lazio, della Campania e delle Puglie anche perché non erano stati fatti riscontri sulla situazione viaria per il raggiungimento delle zone terremotate. Nei giorni seguenti avendo un quadro generale della situazione sono stati effettuati avvicendamenti settimanali delle squadre inviate a prestare soccorso, dando priorità alle squadre con attrezzature logistiche e limitando l’afflusso delle ambulanze perché era necessario avere a disposizione mezzi di trasporto per il trasferimento delle persone e delle poche cose che potevano recuperare (sempre sotto la sorveglianza e l’accompagnamento delle squadre dei Vigili del Fuoco) nelle tendopoli che venivano allestite dai volontari.

Il turno della squadra di Sesto, composta da 6 volontari, è stato dal 18 al 25 aprile e si è recata presso il campo delle Misericordie a Bazzano, 2 Km da Onna, che è stata completamente rasa al suolo dalle numerose scosse che si sono succedute. Le attività svolte sono state le più disparate, in funzione anche della preparazione tecnica dei singoli, da chi è stato principalmente a preparare i pranzi per la popolazione, a chi ha provveduto a ritirare i materiali necessari dai vari magazzini per soddisfare le varie richieste sia di vettovagliamento, di materiali in genere, di vestiario, a chi è stato
impegnato a organizzare e gestire il campo sportivo dove potevano trovare qualche ora di riposo i soccorritori e dove erano disponibili le uniche docce che sono servite principalmente per le circa 600 persone ospiti del campo principale e nelle ore notturne utilizzate dai 130 soccorritori. Oltre al campo di Bazzano la Confederazione gestiva anche altri 9 postazioni di soccorso con ambulanze presso i campi delle associazioni cattoliche e laiche che non disponevano di personale abilitato al soccorso sanitario oltre a 4 piccoli campi sparsi sulle zone montane in cui venivano portati quotidianamente i rifornimenti necessari e il vettovagliamento caldo per la popolazione colpita. Il momento della partenza è stato triste in quanto eravamo consapevoli che avevano ancora bisogno di aiuto e il legame di fraternità che si era instaurato non poteva essere interrotto che per un breve periodo, invidiando i nuovi nostri confratelli che ci avrebbero dato il cambio. Tutti quanti ci ripromettevamo di tornare il più presto possibile.

Dopo circa un mese e mezzo è tornato il nostro turno e siamo ripartiti con una animosità tale che la strada non finiva mai (circa 5 ore di viaggio). Lo scenario che ci è apparso davanti era diverso dal primo giorno, molte alte case erano state distrutte dalle scosse che si sono succedute ma in alcune zone vi era un gran fermento di uomini e mezzi meccanici che lavoravano alternandosi su più turni, giorno e notte con la luce delle fotoelettriche per poter ricostruire il più in fretta possibile alloggi in muratura dove trasferire gli abitanti delle tendopoli. La stesura di ombreggianti sulle tende è stata la nostra principale attività, oltre al trasferimento di libri dalle biblioteche pubbliche lesionate a dei capannoni per il ricovero temporaneo e alla solita attività coordinamento presso il COM di Paganica per assicurare l’approvvigionamento delle necessità di cui il campo aveva bisogno. La settimana è volata in un lampo. L’evolversi positivamente della situazione ha determinato una notevole diminuzione dei volontari necessari, anche la popolazione si era ripresa dallo stress e molte attività erano svolte direttamente da loro stessi. Il Campo di Bazzano è stato chiuso alla popolazione il 16 ottobre con la consegna delle nuove case in muratura, completamente arredate e il 29 ottobre con il termine dello smontaggio di tutte le tende e le attrezzature e la successiva riconsegna al Dipartimento della Protezione Civile Italiana.

 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 12 Gennaio 2011 18:11)