L’assetto organizzativo e istituzionale associativo

La Misericordia è una libera associazione di ispirazione cattolica, composta quasi nella totalità da volontari iscritti, il cui assetto organizzativo è cosi formato:
    • Il Correttore
    • Il Collegio dei Conservatori (volontari), organo elettivo composto da cinque membri
    • Il Consiglio di Magistrato (volontari), organo elettivo composto dal Governatore, da otto consiglieri e dall’Amministratore nominato dal Governatore
    • Il Collegio dei Sindaci Revisori, organo elettivo
    • Il Cancelliere (volontario), nominato dal Governatore
    • Il Corpo di Compagnia (volontari), coloro che partecipano attivamente alla vita operativa ed ai servizi svolti della Confraternita, composto dai Capi di Guardia e dai Confratelli e Consorelle attivi
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  • I Tesserati non operativi, coloro che pur essendo iscritti non svolgono alcuna attività di volontariato presso la Confraternita.
  • Il Personale Dipendente
  • I Collaboratori
  • Tutti gli iscritti (attivi o no) non godono di alcun beneficio nei confronti del resto della cittadinanza da parte della Confraternita.

La Missione ed i principi fondamentali.

L’azione della Misericordia avviene nel rispetto dei VALORI considerati FONDAMENTALI:

  • Carità Cristiana, scoprire Cristo nel prossimo che soffre
  • Gratuità, donarsi con l’esercizio del volontariato
  • Umiltà, agire nell’anonimato senza apparire e senza far pesare agli altri la propria opera di misericordia
  • Spirito di fratellanza, attraverso le opere di pronto soccorso e di aiuto sociale
  • Rispetto dell’essere umano, accettando il prossimo e superando ogni diversità con spirito di accoglienza
  • Disponibilità, all’intervento nelle calamità nazionali ed internazionali e nelle emergenze dello stato sociale a sostegno dei più bisognosi

Essa si è inoltre inserita nel sistema delle istituzioni sanitarie operanti nella provincia di Firenze, più precisamente nel comune di Sesto Fiorentino. Questo per far fronte alle necessità di un vasto comprensorio. Il territorio in cui opera è caratterizzato da un insieme diversificato di zone, alcune ad alta densità abitativa, con insediamenti industriali ed artigianali, altre, con centri diffusi nella campagna con predominanti attività agricole tradizionali.

Essa, quindi, non può prescindere dal ruolo che ha assunto ed intende mantenere, cioè di un’istituzione sanitaria privata convenzionata con il S.S.N., e perciò a valenza pubblica non legata al profitto che, qualora si realizzasse, verrebbe reinvestito in opere di carità e in miglioramenti strutturali ed organizzativi, per un costante adeguamento alla domanda dell’utenza. Questo, se da un lato non deve far rinunciare all’obbligo di una gestione oculata ed attenta delle risorse (visto l’interesse sociale perseguito dalla Confraternita), deve spingere l’organizzazione ad orientarsi con decisione verso processi di “Quality Assurance” e quindi, non solo intesi come di razionalizzazione della spesa o di rispetto dei requisiti minimi di Qualità, ma come processi che pongono al centro il prossimo.

La Missione della Misericordia è 

 “servire la popolazione del territorio, soprattutto laddove si riscontrano carenze socio-sanitarie da superare”  

Il contenuto della missione verrà revisionato ogni tre anni oppure nel caso sopraggiungano nuove esigenze legislative o di programmazione regionale e/o associativa. Il comitato di revisione è composto da quattro membri.

Cenni storici sulla Confraternita.

La storia della nostra Misericordia ha radici molto lontane. Il nostro punto di riferimento, fin dall’ inizio, lo abbiamo avuto nella Confederazione di Misericordia di Firenze, la più vecchia associazione operante nel mondo, fatta eccezione per gli Ordini Religiosi.

La Confraternita nasce a Firenze agIi inizi del tredicesimo secolo, nel 1240, 25 anni prima che nascesse Dante Alighieri. La tradizione vuole che la “Compagnia della Vergine Maria della Misericordia” sia stata fondata da un facchino dell’ Arte della Lana, Luca Borsi, che, nei momenti di riposo, frequentava con i suoi compagni la cantina degli Ademari in P.za S. Giovanni.

Poiché c’era chi bestemmiava, Luca Borsi li ‘multava’ con una monetina messa in una cassetta, somma destinata con le altre monete a comperare le ‘zane’, con le quali i forti facchini dell’ Arte della Lana portavano gli ammalati ed i feriti all’ospedale ed i defunti alla sepoltura.

Il patrono scelto fu San Tobia, il generoso personaggio biblico del Vecchio Testamento, che curava gli ammalati e seppelliva i morti.

Un altro Luca Borsi (omonimo? Chiamando il primo, forse sconosciuto, con il nome del secondo?) è uno dei ‘Capitani‘ della Misericordia che, nel 1363 riceve l’eredità di Neri de‘ Biscioli (che era stato uno strozzino) e comincia a dare alla Misericordia una struttura adeguata .

Poiché agli iniziali facchini dell’ Arte della Lana si erano aggiunti altri dei ceti medi ed anche nobili, fu imposta a tutti la veste nera, da portare con la “buffa” calata sul viso ed anche delle soprascarpe, perché i nobili avevano le scarpe con la fibbie ed i popolani semplici zoccoli; in questo modo erano tutti uguali davanti alla gente, come erano e siamo uguali davanti a Dio. Questo per evitare che il ‘’servizio di misericordia ‘’ non fosse da qualcuno sfruttato per farsi ammirare ,

A Sesto la Misericordia nasce nel quattordicesimo secolo, come ‘’Compagnia ‘’, presso la Pieve di San Martino , con lo scopo di trasportare gli ammalati, aiutare i bisognosi e seppellire i morti.

L’atto di costituzione è però del 1525, precisamente il 14 gennaio, ed è interessante leggerlo anche se presenta qualche difficoltà, essendo scritto in italiano arcaico misto a parole latine. E’ piacevole leggerlo per la modernità, se così si può dire, di alcune iniziative come, al Capitolo X, l’istituzione già allora di quella che potremo chiamare “assistenza domiciliare “ non solo per aiutare, ma anche per “confortare decti infermi“ ed anche una specie di “cassa mutua interna“ (Capitolo XI) in quanto, a ciascun fratello e ciascuna sorella della compagnia che fosse malato, venissero dati “venti soldi la septimana“.

La Misericordia continua per molti anni a svolgere le sue opere di Carità con lo stesso impegno, il che consentiva di vedere la sua attività crescere per la maggior parte nell’ aiutare i bisognosi con dei periodici contributi in denaro.

Che la Confraternita avesse riconosciuta la sua struttura organizzativa e di preghiera, lo dimostra un dipinto del XVI secolo, dove si vede raffigurata la nostra Misericordia guidata da un fratello con uno stendardo con le “ Seste “, che si incammina processionalmente verso la chiesa di Cercina.

Ci sono però due periodi alla fine del 1700 che meritano di essere evidenziati. Il primo, nel 1755, riguarda l’ abbellimento dell’ “Oratorio della Compagnia“ facendo stoiare tutto il soffitto e la ripulitura dei quadri che rappresentavano la natività di S . Giovanni Battista .

Il secondo trenta anni dopo quando la Confraternita passa, assieme ad altre Consorelle, un periodo molto difficile e scabroso. Il Gran Duca di Toscana, Pietro Leopoldo, con un suo decreto datato 21 Marzo 1785, sopprime la Misericordia di Firenze ed anche altre, compreso la nostra Confraternita. I beni delle Misericordie furono confiscati: alla Misericordia di San Martino a Sesto presero 11 quadri dei quali uno della Compagnia di Settimello. Detti quadri furono destinati ad essere venduti.

Nel 1791 , grazie all’ interessamento del Pievano di Sesto, Don Luigi Gaspero Meucci, la Compagnia riprese la sua attività a favore dei meno abbienti fra la popolazione di Sesto .

Per oltre cento anni la Confraternita continuò nel suo “servizio“. Quella che era stata la “Compagnia di San Giovanni Decollato’’ con decreto della Curia di Firenze del 16 Giugno 1914, da Confraternita di Sesto Fiorentino diviene ‘’ Confraternita di Misericordia‘’ ed assume, per Patroni, San Giovanni Decollato e San Sebastiano, martire cristiano noto per l’attenzione che aveva lui, Centurione Romano, per i malati e i poveri .

Chi si sobbarcò il grave peso di mandare avanti con grande sacrificio la Confraternita fu un modesto operaio della Richard Ginori ,Pietro Azzarri, uomo estremamente disponibile, ricco di carità, apprezzato indistintamente da tutta la popolazione da essere da tutti conosciuto come Pietrino Bono. Alla sua morte il noto scultore Antonio Berti ebbe l’incarico di fare a Pietro Azzarri un monumento funebre da collocare sulla sua tomba nel Cimitero Maggiore di Sesto .

In quel tempo il Comune di Sesto Fiorentino aveva tentato di istituire un servizio di ambulanza che però non funzionò mai a dovere per mancanza di organizzazione e pertanto ricorsero al nostro sodalizio.

Una svolta di notevole rinomanza per l’assistenza svolta alla Confraternita avvenne il 19 Maggio 1939, quando il Magistrato approvò la convenzione con le Suore di Santa Marta che da allora si affiancano con impegno e capacità alla Misericordia nel prezioso servizio dell’ assistenza domiciliare.

Ma il momento più difficile e di maggiore impegno per la Confraternita fu durante il passaggio della guerra quando il nostro Comune fu danneggiato dalle forze anglo-americane ed ancora, dopo la Liberazione, dai tedeschi in ritirata.

Con felice intuizione si provvide subito ad allestire nella cappella della Misericordia, in una navata della chiesa e nelle stanze della canonica, delle vere e proprie corsie per ospitare i feriti e gli ammalati.

L’attività di assistenza si svolse dal 9 Agosto 1944 al 15 Ottobre successivo.

Il servizio richiese l’impegno, prima di tutto, dei 6 medici di Sesto sotto la direzione del Dr .Gino Conti, di 4 suore infermiere, 8 infermieri, 24 sorelle infermiere e 36 fratelli addetti al soccorso ed altri impegni. I ricoverati furono 207 dei quali 128 feriti e 79 malati per un totale di 1.675 giornate di presenza .

Dopo il passaggio della guerra il Magistrato, sotto la guida illuminata del Dr. Gino Conti, deliberò per poter effettuare il trasporto degli ammalati agli ospedali fiorentini di acquistare una Lancia-Augusta usata, che fu corredata da un lettino che, alla meno peggio, rese possibile il trasporto dei malati .

Da quel momento iniziò lo sviluppo della Confraternita, con l’acquisto di ambulanze, l’istituzione di ambulatori nella nuova struttura sull’angolo di V. Galilei, per consentire ai cittadini sestesi di poter avere incontri con medici specialisti, senza dover andare trovarli nei loro ‘’studi ‘’ di Firenze.

La popolazione di Sesto Fiorentino, cresciuta rapidamente, aumentò la sua stima e gratitudine nei confronti della nostra Misericordia. La cittadinanza non ha fatto mai mancare il sostegno economico che, fra l’ altro, ha consentito di costruire, in P.za San Francesco un Polo Sanitario veramente moderno e utilissimo ai cittadini di Sesto.