STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE

denominata

CONFRATERNITA DI MISERICORDIA DI SESTO FIORENTINO

***PREMESSA

La Venerabile Compagnia del Santissimo Sacramento di San Gio­vanni Decollato della Pieve di San Martino a Sesto Fiorentino, con­dividendo lo spirito del movimento nato dalla Compagnia di Santa Ma­ria che “ebbe cominciamento per lo Messer Santo Pietro Martire, l’anno 1244, nella vigilia dell’Assunzione della Maria Vergine, a dì 14 agosto”, o­riginariamente si costituì con atto 14 gennaio 1525 sotto il nome della De­collazione di San Giovanni Battista, ha poi assunto il titolo di Ve­ne­ra­bi­le Confraternita di Misericordia, come dall’originale statuto del giu­gno 1914, depositato presso l’Archivio di Stato di Firenze. Il 5 aprile 1989 è stata riconosciuta dalla Regione Toscana come a­ven­te personalità giuridica privata, con decreto del Presidente della Giunta Re­gionale, ed iscritta al n.766. Il 18 ottobre 1994 è stata riconosciuta come Associazione del Vo­lon­tariato ed iscritta al n. 192/FI dell’apposito Albo regionale, come da L.R. 26 aprile 1993 n.28.

Venera, come Santi Patroni, San Sebastiano e San Giovanni De­col­la­to.

COSTITUZIONE, SEDE E FINALITA’

Art. 1 – E’ corrente in Sesto Fiorentino l’Associazione de­no­minata “CON­FRA­­TER­NITA DI MI­SE­RI­COR­DIA DI SESTO FIORENTINO” con sede in Se­sto Fio­ren­ti­no, P.zza San Francesco n.37/39.

L’Associazione ha durata illimitata, non ha fini di lu­cro, ha strut­tu­re ed or­ga­niz­za­zione democratiche ed è dotata di per­so­­nalità giuridica di di­ritto privato. Per le sacre funzioni pubbliche officia nel­l’O­ra­to­rio della Com­pa­gnia e nella Chiesa Plebana di Sesto Fiorentino; tut­­ta­­­via, il Magistrato sen­ti­to il Cor­­ret­­to­re ha facoltà di de­ter­mi­­nare, al bi­so­­gno, un diverso luogo ri­te­­­nuto più i­do­neo. L’Associazione ha facoltà di creare sezioni nelle par­roc­chie e­si­sten­ti nel territorio di sua competenza.

Art. 2 – La Misericordia di Sesto Fio­ren­ti­no è sodalizio di volontariato a­ven­te lo scopo di con­tri­buire, tra­mi­te l’opera dei Confratelli, al­la con­cre­ta rea­­liz­zazione del­­le opere di mi­se­ri­cordia corporali e spirituali, se­con­do l’in­segnamento della Chie­sa Cat­tolica, nello spirito evangelico, sia in sede lo­cale che nazionale e in­ter­na­zio­­na­le, anche in collaborazione con ogni Pub­­blico Potere, e con iniziative pro­mos­se dalle Associazioni di ri­fe­ri­men­to.

Art. 3 – La Confraternita provvede:

a) al perseguimento di fi­na­li­tà di so­li­da­rietà sociale nei settori del­­l’ as­si­sten­­za sa­nitaria, as­si­sten­­za sociale e so­cio-sanitaria con e­ro­ga­zio­ne di ap­po­­si­ti servizi non­­ché dell’istruzione e del­la for­­ma­zione.

b) allo svolgimento di at­ti­vi­tà di u­tilità sociale alla lu­ce delle con­dizioni di una so­cietà in evoluzione, con particolare attenzione ai sog­get­ti mag­gior­men­te bisognosi, e/o svan­­taggiati, di qualunque età, ses­so, con­dizione, cre­do religioso affetti da mi­norazioni fi­si­che, o psi­chi­che, va­­lo­riz­­zan­do l’o­pe­ra del vo­lon­ta­riato.

In particolare la Confra­ter­ni­ta cu­re­rà:

1) la promozione culturale, l’ad­de­stra­mento, l’i­stru­zio­ne, la for­ma­zio­ne e l’ag­­­gior­na­mento dei Confratelli e della popolazione ed ogni possibile at­­ti­vi­tà a favore dei soggetti svan­taggiati e di coloro che, a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le o di studio o volontario operano a fa­vore dei sog­getti svan­tag­gia­ti stessi.

2) il trasporto e l’assistenza degli infermi e degli infortunati ed alla ri­mo­zio­­ne delle salme;

3) prestazioni di assistenza do­mi­ci­lia­re;

4) la corresponsione di aiuti ai bi­so­gno­si;

5) la promozione di tutte le opere di ca­rità cristiana, suggerite dalle cir­co­stan­ze e/o necessità sociali.

6) Attività di protezione civile.

Gli scopi statutari di cui al pre­cedente comma si intendono at­tua­ti con la co­stru­zio­ne e la ge­stio­­­ne di:

a) centri per l’assistenza socio-sanitaria;

b) poliambulatori medici per ac­­certamenti specialistici, dia­­gno­sti­ci e stru­men­tali;

c) la gestione di nidi d’in­fan­­zia, a­sili ni­do e scuole d’infanzia;

d) la gestione di servizi le­ga­­ti alle o­no­ran­ze funebri e cimiteriali;

e) tutte le attività cor­re­la­te e com­ple­men­tari a quelle pre­cedenti e fun­zio­na­li ad a­ge­volarne lo svol­gi­men­to.

La Confraternita può, altresì, pro­muo­vere il riconoscimento di e­ven­tuali propri brevetti, con il rispetto delle norme di­sci­pli­nan­ti la spe­ci­fi­ca materia e con l’as­sun­zio­ne di tutti i provvedimenti richiesti dal­la legge o dal­l’Autorità Am­mi­ni­stra­ti­va.

Nel compimento delle at­ti­vi­tà sta­tu­tarie è escluso qual­siasi sco­po di lu­cro, non­­ché lo svol­gi­men­to di at­ti­vità di­ver­se da quel­le pre­­­vi­ste nel presente sta­­tu­­to, ad ec­ce­zione di quel­le ad esse di­ret­­ta­men­te con­nes­se o di quelle ac­­ces­so­rie per natura a quelle sta­tu­ta­rie, in quanto in­­te­gra­tive del­le stesse, ai sen­si del­la le­gi­slazione comunque applicabile.

Art. 4 – Si richiama la normativa oggi vi­gen­te nella par­te in cui si de­ter­mi­na che l’esercizio delle at­ti­­vi­tà connesse a quelle i­sti­tu­zio­na­li è con­sen­ti­to a con­dizione che, in ciascun e­sercizio, e nell’ambito di cia­scuno dei set­tori le stes­se non sia­no prevalenti rispetto a quel­­le istituzionali e che i re­­la­ti­vi proventi non su­pe­ri­no i limiti di legge delle spe­se complessive del­­l’or­­ga­niz­zazione.

È fatta salva l’applicazione del­la futura legislazione in ma­te­ria.

Art. 5 – Lo stemma ufficiale della Confraternita è comune a quello di tutte le Confraternite di Misericordia: Croce Latina di colore ros­so in campo az­zur­ro, sorgente in mezzo alle lettere gotiche F e M.

La Confraternita utilizza per l’at­tività cor­­rente lo stemma conforme a quello raf­­fi­gu­ra­to nell’allegato grafico sub let­tera “A”.

Art. 6 – La Confraternita può associarsi e­sclu­si­va­men­te con altre Con­fra­ter­nite di Misericordia, comunque denominate, senza pre­giudizio per la pro­pria autonomia.

Può, in casi particolari, collaborare con altre as­sociazioni aventi lo stes­so scopo di solidarietà.

Art. 7 – La Confraternita trae i mezzi economici e fi­nan­ziari, per il rag­giun­­gimento degli scopi i­sti­tu­zio­na­li, dalle rendite del suo pa­tri­mo­nio im­­mo­biliare e mo­biliare, dalle quote degli i­scrit­ti, dalle o­bla­zio­ni ot­tenute per sco­­­po di be­ne­fi­cen­za, da contributi, la­­sci­ti e testamenti che po­tranno ad es­sa per­venire da soggetti pub­bli­ci e/o pri­vati, non­ché dall’esercizio di tutte quel­le i­ni­zia­ti­­ve che, svolte nei modi e nelle for­­me di cui alla nor­ma­ti­­­va co­­­mun­que applicabile, sono vol­te a ricevere ca­rità per restituire carità.

Le opere della Confraternita sono gra­tui­te, sal­vo i casi speciali pre­vi­sti dal regolamento in­terno.

GLI ISCRITTI

Art. 8- Per essere iscritti alla Con­fra­ter­ni­ta di Mi­se­ri­cor­dia è ne­ce­s­sa­rio:

a) con­dividere la visione cristiana dell’uomo e del suo destino finale;

b) tenere una condotta moralmente in­tegra e non aver riportato gravi con­danne pe­na­li.

La Confraternita pone par­ti­co­la­re cura nel­l’accogliere coloro che de­­si­de­rano conformare la pro­pria e­si­­stenza ai valori fon­dan­ti del So­da­­li­zio e, at­­tra­ver­so le opere di vo­lon­ta­­ria­­to, qua­lificare la pro­pria e­­si­­sten­za nel di­­sin­te­res­sa­to ser­vi­zio al pros­simo.

I richiedenti, di ambo i sessi, ver­ranno am­mes­si se­condo le pro­ce­du­­re democratiche di cui al Re­go­­­la­men­to Organico.

La vestizione è atto di volontà del membro della Confraternita per mezzo del­la qua­le vorrà manifestare in pubblico la propria a­­­desione ai principi ed ai valori del So­da­li­zio.

Art. 9 – Possono accedere alle cariche tutti gli iscritti, fatte salve le li­mi­ta­zio­ni previste dallo Statuto e dal Regolamento Organico.

Art. 10 – Gli iscritti alla Confraternita, in morte, hanno diritto alle o­no­ran­ze religiose ed a due Sante Messe in suffragio.

Art. 11 – Pur potendo operare in più Confraternite, non è comunque pos­si­bi­le ricoprire contem­po­ra­nea­men­­te nelle stesse, il ruolo di Go­ver­natore o di componente del Magistrato o di Conservatore o qualunque altra ca­ri­ca ad esclusione di quella di Sindaco Revisore.

La Confraternita, nello spirito di solidarietà e su domanda dell’in­te­­res­sa­to, può ammettere in servizio un confratello appartenente ad altra Con­fraternita, che abbia volontà di operare nel So­da­li­zio.

L’ammissione è fatta d’intesa con la Confraternita di appartenenza.

Il Confratello o la Consorella che sarà accolto man­ter­rà l’anzianità, ma non gli incarichi conferiti dalla Con­fraternita di provenienza, salvo diversa decisione del Magistrato.

Art. 12 – Agli iscritti è severamente vietato accettare qualsiasi ri­com­pen­sa nel­l’esercizio delle opere della Con­fra­ter­ni­ta.

GLI ORGANI DELLA CONFRATERNITA

Art. 13 – Sono organi della Confraternita:

a) il Corpo Generale di Compagnia;

b) il Collegio dei Conservatori;

c) il Collegio dei Sindaci Revisori;

d) il Magistrato;

e) il Consiglio di Presidenza.

IL CORPO GENERALE DI COMPAGNIA

Art. 14 – Il Corpo Generale di Compagnia è costituito dagli iscritti alla Con­fraternita, da almeno un anno, di ambo i ses­si e categoria, che ab­bia­no com­piuto i diciotto anni, ed in regola con il pagamento del­la quota as­so­cia­tiva.

Art. 15 – L’assemblea è l’organo della democrazia e della partecipazione as­sociativa a livello di base ed è costituita dal Corpo Generale di Com­pa­gnia.

Art. 16 – L’assemblea si riunisce di norma in gennaio, preferibilmente in da­ta precedente la Festa di San Sebastiano, per discutere la relazione an­nua­le, per eleggere, quando dovuto, le cariche sociali, per approvare il bi­lan­cio preventivo.

Entro il mese di aprile si riunisce per l’approvazione del bi­lan­­cio con­suntivo.

Ciascuna assemblea è convocata dal Magistrato che prov­ve­de a com­pilarne l’ordine del giorno invitando, all’occorrenza, consulenti la cui pre­­senza sia re­pu­tata necessaria.

Art. 17 – Il Corpo Generale di Compagnia potrà essere convocato in assemblea ogni qualvolta il Magistrato lo ritenga necessario.

Su richiesta rivolta al Magistrato da un ventesimo degli aventi diritto, su un unico ordine del giorno, il Magistrato stesso dovrà convocare in assemblea il Corpo Generale di Compagnia entro trenta giorni dal ricevimento di tale richiesta.

Per gravi motivi di bilancio o per superamento dei termini previsti per la sua presentazione in assemblea, questa potrà essere convocata dal Presidente del Collegio dei Sindaci Revisori.

Art.18 – Il Corpo Generale di Compagnia, riunito in assemblea:

a) approva lo Statuto ed il Regolamento Organico, sue variazioni ed in­tegrazioni;

b)  approva e rende esecutivo qualsiasi regolamento proposto dal Ma­gi­strato, atto a disciplinare le varie attività della Confraternita;

c) delibera sul bilancio preventivo e quello consuntivo, presentati dal Ma­gistrato;

d) delibera sulla relazione inerente l’andamento del Sodalizio, pre­sen­ta­ta dal Magistrato;

e) delibera sulle spese non previste nel bilancio preventivo e quelle che eccedono del 25% i limiti del bilancio, salvo che per le partite di giro e per quelle legate a cause di forza maggiore, e sulle variazioni delle so­stan­ze patrimoniali;

f) elegge ogni cinque anni i membri laici del Collegio dei Con­ser­va­to­ri, secondo le norme stabilite dal Regolamento Organico;

g) elegge ogni cinque anni il Collegio dei Sindaci Revisori, secondo le norme stabilite dal Regolamento Organico;

h) elegge ogni quattro anni i componenti del Magistrato di sua com­pe­tenza, secondo le norme stabilite dallo Statuto e dal Re­go­la­men­to Or­ga­ni­co;

i) delibera su qualunque materia venga sottoposta al suo esame sia dal Magistrato che dal Collegio dei Conservatori o dal Collegio dei Sin­da­ci Revisori;

j) adotta qualunque altro provvedimento riguardante la vita del so­da­li­zio, sempreché non venga violata la competenza di altro organo;

k) nomina i componenti del seggio elettorale, purché non candidati;

l) ratifica i provvedimenti di radiazione, secondo quanto previsto dal Re­golamento Organico;

Le votazioni si fanno per alzata di mano ov­ve­­ro per appello nominale quando ciò sia ri­chie­­sto dal Correttore, dal Governatore o da al­­­­­meno un terzo degli aventi diritto al voto.

In questioni concernenti le persone, le vo­ta­­­zio­ni de­vo­no essere fatte a scrutinio se­­gre­to.

Nelle deliberazioni di ap­pro­vazione dei bi­lan­ci i membri del Ma­gi­stra­to ed i Sindaci non han­­­no di­ritto di vo­to.

IL COLLEGIO DEI CONSERVATORI

Art. 19 – Il Collegio dei Con­ser­va­tori rappresenta il custode dei valori e del­la tradizione mo­­ra­le e spirituale della Con­fraternita e ne ga­ran­­tisce lo spi­rito di autonomia ci­vi­le e po­li­­tica. I suoi com­ponenti sono scelti fra i più an­ziani e meritevoli per com­pro­vato senso di carità, per pub­blica stima e per ap­pro­fon­­di­­ta conoscenza dello Sta­tu­to e del suo Re­go­la­­mento Or­ga­ni­co.

Il Collegio dei Conservatori è composto dal Correttore e da altri quat­­tro membri eletti dal Corpo Generale di Compagnia riunito in as­sem­ble­a fra coloro che abbiano compiuto 35 anni, sia­no i­scritti alla Con­fra­ter­ni­­ta ed abbiano ri­ce­vu­ta la vestizione da almeno sette an­ni al mo­men­to del­le e­le­zioni.

Può integrarsi con un consulente giuridico, a sua scelta, senza di­rit­to di voto.

E’ presieduto dal Correttore. Il Vicepresidente viene eletto, nella pri­­ma riunione, fra i componenti laici.

La carica di Conservatore è in­com­pa­ti­bi­­le con qualsiasi altra carica sta­tutaria del­la Con­fra­ternita, salvo quelle ad honorem ed emeriti.

Art.20 – E’ compito del Collegio dei Conservatori:

a) vigilare sull’esatta osservanza ed interpretazione delle norme sta­tu­ta­­rie e del Regolamento Organico;

b) interpretare le norme dello Statuto, del Re­go­lamento Organico e di tut­ti i regolamenti e le disposizioni, in caso di divergenza di pareri;

c) emettere il proprio parere sui nuovi regolamenti e su tutte le ri­for­me che si volessero introdurre nell’ordinamento della Confraternita e nel­l’ e­spletamento delle sue opere;

d) decidere sui ricorsi presentati a norma del Regolamento Or­ganico e ri­solvere eventuali questioni proposte dal Magistrato o da altro organo del­la Confraternita;

e) sostituire l’opera del Magistrato quando questi rassegni le di­mis­sio­­ni, eccetto che per la normale scadenza statutaria, fino a nuove elezioni che il Collegio indirà entro 60 giorni.

f) Emettere la decisione di appello nei provvedimenti disciplinari de­li­berati dal Magistrato nei confronti dei Confratelli e su loro ricorso.

Art. 21 – Nel caso di sostituzione dell’opera del Magistrato, il Col­le­gio dei Con­servatori manterrà la con­tinuità o­pe­ra­ti­va, de­le­gan­do, se del caso, ad i­scrit­ti di propria fiducia, gli in­ca­richi tecnici stret­tamente connessi alla ge­stio­ne ordinaria della Con­fra­ter­ni­ta.

IL COLLEGIO DEI SINDACI REVISORI

Art. 22 – Il Collegio dei Sindaci Revisori è composto dal Presidente, da al­tri due membri ef­fettivi e due supplenti che dovranno avere i requisiti di leg­ge, non ne­ces­sa­ria­­mente iscritti alla Confraternita, e­let­ti ogni cinque an­ni dal Corpo Generale di Compagnia riu­ni­to in assemblea.

Il Collegio è coordinato da un presidente, eletto nella prima riu­nio­ne fra i componenti effettivi. La carica di Sindaco Revisore è in­com­pa­ti­bi­le con quella di membro del Magistrato e del Collegio dei Conservatori.

Art. 23 – Il Collegio ha il compito di controllare la legittimità delle spese, la loro attinenza al bilancio preventivo, la regolarità del bi­lan­cio e del ren­di­conto nonché compiere tutti gli adempimenti di legge.

Il parere del Collegio dei Sindaci Revisori è obbligatorio in se­de di pre­sentazione del bilancio consuntivo all’approvazione dell’assemblea.

Art. 24 – Qualora il Collegio ravvisasse gravi problemi di gestione del bi­lan­cio o fossero superati i termini per la presentazione di bilanci di cui al pre­­cedente art.16, ha facoltà, con voto unanime, tramite il suo Presidente, di convocare in assemblea il Corpo Generale di Com­pa­gnia, fissandone l’or­dine del giorno.

IL MAGISTRATO

Art. 25 – Il Magistrato è l’organo di governo della Confraternita.

E’ composto dai membri di diritto di cui all’art. 29 del presente Sta­­tu­to e da nove mem­bri eletti dall’Assemblea scelti fra i Confra­­­tel­li iscritti al­­la Confraternita da al­meno tre anni al giorno delle e­le­zio­ni, che abbiano ri­cevuto la vestizione ed in regola con il pagamento delle quote associative al fine di garantire gli scopi fondanti del Sodalizio.

Il Governatore ha facoltà di invitare alle riu­nio­ni del Magistrato con­­su­len­ti ed esperti nelle materie che debbono essere trat­ta­te; es­si a­vran­no so­lo diritto di i­niziativa, ma non di voto.

L’appartenenza al Magistrato è incompatibile con quella di com­po­nen­­te del Collegio dei Sindaci Revisori e del Collegio dei Conservatori, fat­ta ec­cezione per il Correttore.

Art. 26 – Le competenze del Magistrato sono:

a) eseguire le delibere dell’assemblea ed attuarne le mozioni;

b) determinare le linee programmatiche della Confraternita;

c) eleggere e/o revocare le proprie cariche interne;

d) indire le assemblee stabilendone il relativo ordine del giorno;

e) predisporre il bilancio preventivo e consuntivo;

f) deliberare le operazioni finanziarie e tecniche di interesse della Con­fraternita, determinando le spese, entro i limiti dei capitoli del bi­lancio preventivo, sorvegliandone l’esecuzione;

g) prendere, in via d’urgenza, tutti i provvedimenti indispensabili, nel­l’interesse della Confraternita;

h) deliberare sull’accettabilità di eredità, legati, beneficenze;

i) sostenere cause giudiziarie, concordare transazioni, nell’interesse del­la Confraternita, nominare i procuratori in giudizio;

j) sovrintendere al buon andamento di tutti i servizi e di tutte le at­ti­vi­tà della Confraternita;

k) accogliere, previa istruzione, se del caso, le domande di iscrizione al­la Confraternita, fissare le quote annuali, concedere dilazioni;

l) infliggere, su proposta dell’apposita commissione, le sanzioni agli i­scritti per infrazioni allo Statuto, al Regolamento Organico ed agli al­tri regolamenti interni alla Confraternita;

m) nominare nel ruolo di emeriti e ad honorem i Confratelli me­ritevoli e dimettere dai ruoli coloro che ne avessero perso i re­qui­siti;

n) assegnare riconoscimenti e premi;

o) assumere, sospendere, multare e licenziare i dipendenti, fissarne lo sti­pendio, le mansioni e gli incarichi;

p) nominare i Capi di Guardia sce­lti fra i Confra­tel­li Attivi che abbiano ri­­cevuta la vestizione e, ove lo ritenga opportuno, de­sti­tuirli;

q) nominare la commissione per i provvedimenti disciplinari ed ogni al­tra commissione ritenuta necessaria;

r) predisporre e/o modificare i re­go­la­men­ti interni, da pre­sen­ta­re al­l’ap­­pro­va­­zione dell’assemblea pre­vio parere fa­vo­re­vo­le del Col­le­gio dei Con­­­ser­va­tori;

s) autorizzare – a mag­gio­ranza dei su­oi mem­bri – il Go­ver­na­to­re a co­sti­­tui­re al­­tri enti o com­par­teciparvi per motivi di urgenza e ne­ces­si­tà, comunque da notificare al­la as­sem­blea successiva.

t) compiere ogni altra funzione ed esercitare qualunque altro potere che il presente Statuto ed il Regolamento Organico non at­tri­bui­sca­no ad altro organo della Confraternita.

u) Stilare una relazione tecnica e morale del­la gestione trascorsa da tra­­smet­te­re al magistrato en­tran­­te per consentire la necessaria co­n­ti­nuità; il magistrato uscente è con­vocato di diritto al­la prima riu­nio­ne del neo eletto, man­te­nen­do­si a disposizione di que­­sti per qua­lunque ulteriore ne­­cessità.

Art. 27 – Il Magistrato elegge nel suo seno:

a) il Governatore;

b) un Vicegovernatore vicario.

Su proposta del Governatore e del Vi­ce­go­ver­na­to­re, no­mina fra i com­ponenti del Magistrato o, in subordine, fra gli iscritti, in base alle loro ca­pacità attitudinali:

a) il Cancelliere;

b) l’Amministratore e/o un consigliere delegato per l’am­mi­ni­stra­zio­ne;

c) il Coordinatore dei Servizi;

d) il Responsabile della Formazione;

L’Amministratore può anche non far parte del Corpo di Compagnia, ma comunque deve rispondere al membro delegato del Magistrato.

I componenti del ma­gi­stra­to durano in ca­ri­ca quat­tro an­ni, e possono es­­se­re ri­e­­­let­ti per tre mandati consecutivi.

Le cariche coperte in Magistrato sono in­com­patibili con ogni al­tra ca­ri­ca, salvo interinale, in seno al Magistrato stesso, ad altre nella Con­fra­ter­ni­ta; è inoltre incompatibile con cariche politiche.

Art. 28 – Il Governatore è la massima autorità della Confraternita e ne ha la rappresentanza legale.

Art. 29 – Sono membri di diritto del Magistrato, solo con diritto di ini­zia­ti­va:

a) il Correttore;

b) tutti coloro che siano stati nominati al di fuori dei membri eletti e ri­coprono in­ca­ri­chi statutari di cui al secondo capoverso del pre­ce­den­te art.27.

Art. 30 – Il Correttore è nominato dall’Ordinario Diocesano e rap­pre­senta l’Au­torità Ecclesiastica.

L’ufficio di Correttore è incompatibile con ogni al­tra carica in seno al­la Con­­fra­te­r­nita, ad eccezione del­la presidenza del Col­legio dei Con­ser­va­tori.

Rimane in carica fino a revoca da parte dell’organismo che lo ha no­minato ed ha facoltà di nominarsi, in ac­cor­do con l’Ordinario dio­ce­sa­no, uno o più so­­stituti vi­ca­ri.

Vigila sulla buona con­dot­ta degli i­scrit­ti.

Ha il compito di curare la realizzazione del­­­lo spi­ri­to religioso della Con­­fra­ter­ni­ta, la formazione spi­ri­tua­le e morale dei Con­fra­tel­li con par­ti­co­lare ri­guardo agli A­­spi­ran­ti, può partecipare al­le riu­nioni del Ma­gi­stra­to ed alle Assemblee senza di­rit­to di voto.

È altresì suo compito cu­rare e garantire l’in­­serimento del Sodalizio nel­la pas­torale vi­­cariale e dio­ce­sa­­na.

Le delibere del Ma­gi­stra­to che investono l’in­di­riz­zo morale e re­li­gio­so del­la Con­fra­ter­­nita devono avere la sua approvazione scrit­ta.

Art. 31 – Qualora nella Confraternita si determinino deviazioni dai fini i­sti­tuzionali e/o situazioni di ingovernabilità, su richiesta del Governatore e di 5 membri eletti del Magistrato, conseguentemente al concorde parere del­­l’Or­di­na­rio Diocesano e del Collegio dei Conservatori, se non di­ret­ta­men­te interessato, il Correttore ha facoltà di sciogliere uno o più organi del­la Con­fraternita, assumendone la conduzione fino a elezione del nuovo or­ganismo, da avvenire entro 60 giorni.

La delibera di scioglimento deve essere controfirmata dal Go­ver­na­to­re, dal Vicepresidente del Collegio dei Conservatori e, per presa d’atto, dal Presidente del Collegio dei Sindaci Revisori.

Per lo scioglimento del Collegio dei Con­ser­vatori e del Collegio dei Sin­daci Revisori è necessario il voto dell’assemblea appositamente con­vo­ca­ta.

IL CONSIGLIO DI PRESIDENZA

Art. 32 – Il Consiglio di Presidenza è formato da:

a) il Governatore;

b) il Correttore;

c) il Vicegovernatore vicario;

d) il Cancelliere;

e) l’Amministratore;

f) il Coordinatore dei Servizi;

Il Governatore ha facoltà di invitare alle riunioni del Consiglio di Pre­­sidenza consulenti ed esperti nelle materie che debbono essere trat­ta­te; gli stessi a­vran­no so­lo diritto di iniziativa e non di voto.

ORGANISMI AUSILIARI

Art. 33 – Il Magistrato ha facoltà di costituire, in seno alla Confraternita, or­­ga­nismi con finalità di specializzazione in alcuni settori di intervento, qua­li il Gruppo Donatori di Sangue, il Gruppo Donatori di Organi, e quan­t’al­tri ritenesse necessari per una maggiore ed attuale pre­senza della Con­fra­ternita nell’alleviare la sofferenza.

Le attività di questi gruppi saranno disciplinate da un apposito man­­sionario, emanato dal Magistrato ed approvato dal Collegio dei Con­ser­­vatori, per la legittimità statutaria e di Regolamento Organico.

PATRIMONIO

Art. 34 – Il patrimonio della Confraternita è co­stituito dai beni mobili e im­mobili di sua pro­prietà, dalle quote degli i­scrit­ti, dalle o­­bla­zio­ni ot­te­nu­te per sco­­po di be­ne­fi­cen­za, da contributi, testamenti e la­­sciti che po­tran­no ad essa per­venire da soggetti pub­blici o pri­vati, non­ché dall’esercizio di tut­­te quel­­le i­ni­zia­ti­­ve che sia­no svolte nei modi e nel­­le for­­­me della nor­­ma­ti­­­­va ap­pli­ca­bi­­le in materia.

In caso di scioglimento il patrimonio sarà messo a disposizione del­l’Or­di­na­rio Diocesano affinché lo destini ad associazioni ONLUS pre­sen­ti sul ter­ritorio aventi scopi e principi analoghi o affini a quelli della Con­fra­ter­ni­ta.

SCIOGLIMENTO

Art. 35 – La Confraternita potrà essere sciolta solo per delibera concorde dei quattro quinti del Magistrato cui partecipa ec­ce­zio­nal­men­­te con diritto di voto il Correttore, dei tre quar­ti del Collegio dei Conservatori laici e dei tre quarti dei pre­senti all’as­semblea del Corpo Generale di Com­pagnia, ap­po­sitamente con­vo­ca­ta.

La delibera diviene esecutiva solo se ratificata dall’Ordinario Dio­­ce­sano.

REGOLAMENTO ORGANICO

Art. 36 – Il Regolamento Organico determina modalità, strumenti e pro­ce­du­re per l’attuazione del presente Statuto e per il funzionamento della Con­fraternita.

MODIFICHE ALLO STATUTO

ED AL REGOLAMENTO ORGANICO

Art. 37 – Ogni proposta di modifica al presente Statuto, prima di essere po­sta all’ordine del giorno dell’assemblea, dovrà essere discussa, con­giun­ta­­mente, dal Collegio dei Conservatori e dal Magistrato ed averne ottenuto il parere favorevole a maggioranza con e­spres­sio­ne si­mul­tanea.

Essa si considera approvata quando abbia riportato, in seno all’as­sem­blea del Corpo Generale di Compagnia, non meno di tre quarti dei voti dei presenti e, successivamente, sia stata ratificata dalla autorità ec­cle­sia­sti­ca, nella persona dell’Ordinario Diocesano, e dall’Autorità Re­gio­na­le.

Le proposte di modifica allo Statuto dovranno essere inserite al­l’or­­dine del giorno dell’assemblea straordinaria, appositamente convocata.

Art. 38 – Le modifiche al Regolamento Organico, previo parere di le­git­ti­mi­­tà statutaria spe­ci­fi­ca­ta­men­te espresso dal Collegio dei Conservatori, de­­­vo­no essere discusse nell’assemblea del Cor­po Generale di Compagnia ed ottenere il parere favorevole della maggioranza dei presenti.

Le proposte di modifica al Regolamento Organico dovranno essere in­se­ri­te all’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria, appositamente con­vo­ca­ta.

Art. 39 – Modifiche allo Statuto ed al Re­go­lamen­to Organico, di natura me­­ra­men­te formale, che fossero richieste da urgenti necessità ed op­por­tu­ni­tà o de­rivanti da disposizioni di legge o regolamenti emanati dallo Stato o dalla Re­gione, potranno essere deliberate dal Magistrato, pre­vio parere fa­­vo­re­vo­le del Collegio dei Con­ser­va­to­ri, con la maggioranza di almeno set­te componenti il Magistrato.

Le modifiche saranno sottoposte a ra­ti­fica in occasione della prima as­­semblea suc­ces­siva alla delibera adottata.

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 40 – Per quanto non contemplato nel pre­sente Statuto e non in op­po­si­zio­­ne con esso, si os­servano le disposizioni legislative, i re­go­la­men­ti vi­gen­ti e quelli che, in avvenire, saranno e­ma­nati sia dallo Stato che dalla Re­gione To­sca­na in materia di assistenza, beneficenza e vo­lon­ta­riato.

Art. 41 – I Confratelli, di qualunque categoria, conservano i diritti le­git­ti­­ma­mente ac­qui­siti in forza dei precedenti statuti e re­go­la­men­ti.

Art. 42 – La Confraternita, tramite il suo Go­vernatore op­po­r­tunamente au­to­rizzato, ha fa­coltà di fondare altri en­ti quali ONLUS, fon­da­zioni, con­sor­zi, aderire ad altri già e­si­stenti che con­di­vidano gli scopi statutari ed i va­lo­ri cattolici ovvero a fondersi in essi. In quest’ultimo caso la delibera sarà pre­­sa con metodi i­den­ti­ci a quanto previsto dal­l’ art. 35.

Art. 43 – Il presente Statuto entra in vigore dopo l’approvazione da parte del­­l’as­semblea, appositamente convocata e successiva ra­ti­fi­ca da parte del­­l’Au­to­ri­tà Ec­­clesiastica e Re­gio­na­le.

Con l’entrata in vigore del presente Statuto e del nuovo Re­­­go­la­men­­to Organico sono confermate di diritto e senza ne­­ces­si­tà di alcuna for­ma­lità interna, le de­li­­be­re assunte ed oggi in es­sere in for­­za del­le pre­­ce­den­ti nor­me sta­tu­ta­rie.

Il contenuto del pre­ce­den­te comma sarà no­ti­­­­fi­ca­to a cu­ra del Can­cel­liere a chi spet­ti.